Storia dello Sherman DD

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… il carro armato con le eliche.

La storia

Tra il 5 e il 20 luglio del 1944, nelle acque del Golfo di Salerno, affondò un carro armato anfibio Sherman DD. Il carro era destinato al Centro Addestramento di Battipaglia dove era di stanza il 753° Tank Battallion del VI Corpo d’Armata, che si preparava all’ormai prossimo sbarco nella Francia meridionale (operazione Dragoon). A Battipaglia aveva sede un centro di addestramento (ITC – Invasion Training Center) presso il quale gli equipaggi dei battaglioni corazzati venivano addestrati all’uso dei nuovi carri anfibi Sherman DD che vennero usati per la prima volta in Normandia il 6 Giugno 1944. Il corso aveva la durata di tre settimane. 

I carri armati anfibi

carri armati anfibi venivano messi a mare da una Nave Sbarco Carri (LCT = Landing Craft Tank ) per mezzo di un prolungamento, appositamente costruito, a forma di rampa. Una volta raggiunta la spiaggia, tutta la schermatura di gomma che aveva permesso il galleggiamento del carro veniva abbassata oppure, se le condizioni lo permettevano, veniva subito staccata insieme al telaio di sostegno. 

Cosa accadde a Battipaglia

Nel corso di una di queste fasi di addestramento il carro DD urtò contro una sporgenza dell’ “LCT” danneggiando il sistema di galleggiamento. Durante l’affondamento il pilota, purtroppo, perse la vita. Era il TEC4 Walter Kumecki, proveniente dal Michigan (USA), che ora riposa nel Cimitero di Guerra Americano di Nettuno. 

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Il recupero dello Sherman DD

Il ritrovamento del carro va attribuito ad un gruppo di amici di Salerno, appassionati subacquei, che informarono la U.S. Navy della scoperta. Dagli USA giunse la nave recupero e salvataggio “Grasp” per recuperare il DD e trasferirlo presso il museo di Fort Knox. L’operazione (documentata in un filmato realizzato dalla B&B Film) non ebbe però successo e il carro ritornò sul fondo del mare. Il 18 maggio 1998, dopo gli accordi stabiliti con la B&B Film (che ha l’esclusiva delle immagini relative al recupero e al restauro dell’anfibio), Piana delle Orme effettua il recupero. La Capitaneria di Porto di Salerno ha coordinato le operazioni.

 

Il restauro

Il restauro si è dimostrato notevolmente impegnativo. Ogni parte è stata smontata, ripulita e trattata con particolari componenti chimici passivanti. Il Tank Museum di Bovington in Inghilterra ha collaborato al restauro fornendo i piani costruttivi e i particolari del carro DD. Alcune parti del motore sono state sostituite con ricambi originali; smontati e ripristinati tutti gli ingranaggi e i meccanismi di movimento. Ripristinato anche il sistema Duplex Drive: le valvole gonfiano i manicotti in gomma, si alza il telo e i cingoli muovono con le eliche.

“Il restauro in numeri”

    1. 693 gli SHERMAN DD prodotti complessivamente da marzo 1944 a febbraio 1945;
    2. 3 i D.D. esistenti: uno è in Normandia, l’altro in Inghilterra, il terzo è a Piana delle Orme,
      l’unico ad essere completo e perfettamente funzionante;
    3. 58 gli anni in cui lo SHERMAN DD è rimasto in fondo al mare;
    4. 24 i metri di profondità in cui si trovava lo SHERMAN DD nel Golfo di Salerno;
    5. 35,55 tonnellate il peso del carro appena fuori dall’acqua;
    6. 16 le ore di viaggio per trasportare lo Sherman DD da Salerno al Museo Piana delle Orme;
    7. 6.000 le ore di lavoro necessarie al restauro;
    8. 500 i cm3 cubi di fango e sabbia asportati dall’interno dello scafo;
    9. 200 i litri d’olio usati per il cambio e il differenziale;
    10. 100 i metri di tubolare di ferro necessari per ricostruire il telaio di galleggiamento;
    11. 95 i metri di tubolare di gomma necessari a ricostruire i manicotti gonfiabili;
    12. 60 i metri quadrati di telo gommato necessari per ricostruire una metà della cintura laterale;
    13. 4 gli SHERMAN conservati complessivamente nel Museo Piana delle Orme.