Mariano Di Pasquale

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Nato nel 1938 a Castroreale, un piccolo centro della provincia di Messina, nel 1955, Mariano De Pasquale si trasferisce a Latina con la famiglia – dedita da generazioni all’allevamento di bestiame – per stabilirsi in uno dei poderi dell’Opera Nazionale Combattenti.
Poco più che diciottenne, abituato sin dalla tenera età alle fatiche del lavoro, si adatta facilmente al cambiamento di vita e, tre anni più tardi, dopo aver svolto il servizio militare come carrista, si sposa con Adriana, figlia di immigrati veneti.
Nella seconda metà degli anni Sessanta, per evidenti necessità di spazio e di autonomia, il nucleo familiare originale, ormai troppo numeroso, si divide. Insieme alla moglie e ai genitori, Mariano si sposta in un nuovo podere dove inizia a coltivare dapprima ortaggi – venduti di persona ai mercati generali di Roma – e poi, fiori.
Dimostrando capacità imprenditoriali fuori dal comune, lavorando senza sosta insieme alla moglie e ai figli, in pochi anni, segnati da innumerevoli difficoltà, si trasforma in uno dei maggiori e più qualificati produttori di rose in Italia.
Parallelamente all’attività lavorativa nasce in Mariano la passione per il collezionismo. La storia vuole che la scintilla sia scaturita da una Jeep della Seconda Guerra Mondiale ricevuta in pagamento per una partita di fiori. Sta di fatto che, trent’anni dopo, la sua è una delle maggiori e più eterogenee raccolte esistenti, così ampia da giustificare all’interno dell’azienda floricola intere squadre di meccanici, carrozzieri, falegnami ecc addette al restauro e al ripristino di quanto egli va man mano acquisendo.
Prende, dunque, corpo l’idea di dare a questa vastissima, quanto ingombrante collezione, una diversa collocazione.
L’idea di destinarla all’esposizione pubblica, ossia collocarla in luogo dove sia possibile documentare il “come” e il “quando” di ogni singolo pezzo, ma anche quello che è stato il percorso comune di una generazione passata attraverso eventi e cambiamenti “epocali”, si concretizza nel 1996, allorché viene appositamente rilevata l’ex FAM, un’azienda in cui si allevavano fino a dieci anni prima galline ovaiole, l’attuale Piana delle Orme.
In poco meno di sei mesi l’intera area viene bonificata e, con il coinvolgimento di scenografi, artisti, tecnici del suono e la collaborazione delle maestranze aziendali, sono allestiti i primi quattro padiglioni tematici del museo: “Bonifica delle Paludi Pontine”; “Mezzi Agricoli d’Epoca”; “Sbarco di Anzio”; “Mezzi Bellici d’epoca” , seguono tutti gli altri: “Battaglia di Cassino” (1998); “Giocattolo d’Epoca”(1999); “Vita nei Campi” (2000); “Uso Civile dei Residuati Bellici”(2001); “da El Alamein a Messina e Salerno” (2002).
Mariano De Pasquale è venuto a mancare nel settembre 2006, dopo una breve malattia.